RECUPERO LCA - Dal pre e post-operazione al ritorno in campo.
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Autore: Danilo

RECUPERO LCA - Dal pre e post-operazione al ritorno in campo.
Ho pensato il servizio "RECUPERO LCA" per poter dare agli utenti un unico percorso dal pre-post operazione fino al ritorno allo sport. Troppo spesso il recupero post lesione del crociato viene svolto a compartimenti stagni con diverse figure che lavorano autonomamente senza condividere il lavoro e accompagnare l'utente fino a guarigione completa.
Il servizio, svolto nello studio "Himalaya Lab", prevede la collaborazione del fisioterapista Sergio Mura, con cui mi occupo di guidare i pazienti dal momento dell’infortunio fino al ritorno alla pratica sportiva.
Il continuo dialogo con le figure coinvolte nel percorso da vita a un team multidisciplinare completo che tramite monitoraggio, condivisione e decisioni concordate, in aggiunta a costanti feedback scambiati con il paziente ci consentono di avanzare di fase in fase fino alla completa guarigione.

Nelle 2 settimane successive all’operazione, o quando l’ortopedico lo consiglia s’inizia il percorso fisioterapico svolto con Dott. Sergio Mura. Il fisioterapista si occupa, nella prima fase, del recupero completo dell’articolarità, del training deambulatorio e neuromuscolare, è la rieducazione propriocettiva.
Una volta abbandonate le stampelle e ripristinata la locomozione a carico completo si passa al training neuromuscolare con lo scopo di ridurre l’inibizione muscolare artrogenica e ripristinare attivazione della muscolatura del ginocchio tramite contrazioni isometriche ed isotoniche del quadricipite e dei flessori del ginocchio (Hamstring). Un ruolo importante è svolto anche dall’allenamento del core, essenziale per migliorare il lavoro dei muscoli stabilizzatori dell’anca e del tronco.
Intorno alle 6-8 settimane, il paziente viene promosso alla fase di rieducazione funzionale che svolgo io Dott. Danilo Gaias, presso lo studio Himalaya Lab. Il percorso continua con la valutazione funzionale iniziale in cui fisso insieme all'utente gli obiettivi e i criteri per il passaggio di ogni step del percorso di recupero.

Da questo momento in poi l’utente (da ora in poi non lo consideriamo più un paziente) integra il lavoro di rinforzo muscolare con lavoro in acqua (quando necessario). Intorno alle 12 settimane (3 mesi) post-operazione si riprende la corsa in linea retta e si introducono le strategie di accelerazione e decelerazione frontale. Passo passo si arriva al re-training delle abilità sport-specifiche con le sedute in campo che vengono introdotte intorno al 5° mese post-operazione.

Il continuo monitoraggio e valutazione delle performance dell’utente tramite strumenti tecnologici precisi e criteri promossi dalla letteratura scientifiche più aggiornata consentono una finissima personalizzazione del percorso che viene cucito sull’utente stesso.
Nella redazione del programma di lavoro tengo sempre conto dell’età, della motivazione, delle priorità e degli obiettivi della persona. L’utente è sempre al centro del percorso di recupero, tutte le strategie e gli obiettivi vanno individualizzati.
Al 6° mese vengono effettuati i primi test di ritorno in campo per valutare quanti criteri vengono rispettati per definire sicuro il ritorno alla pratica sportiva che in caso di rottura del LCA non si consiglia di fare prima del 9° mese post-operazione.
La batteria di test che svolgo per il Ritorno allo Sport comprende questionari di funzionalità del ginocchio (IKDC) e prontezza psicologica (ACL-RSI) test di forza isometrica per quadricipite e flessori del ginocchio (Hamstring), test di salto verticale (SJ, CMJ,DJ) e orizzontale (hop test), abilità nelle decelerazioni e nei cambi di direzione.

Lo scopo dei test è valutare in maniera oggettiva la capacità neuromuscolare della gamba operata rispetto a quella sana, tramite l’indice di simmetria (LSI - Limb Simmetry Index) che si deve attestare possibilmente al 90%.
Va detto che i test servono per valutare e monitorare la performance dell’atleta, non danno certezza di un sicuro ritorno allo sport. La ricerca ci dice che tutti i test raramente vengono passati dagli atleti. Rimane quindi la bontà di un percorso di recupero completo graduale e progressivo a rendere più sicuro il ritorno in campo. Un percorso che dev’essere basato sul raggiungimento di piccoli obiettivi che segnano il passaggio da una fase all’altra arrivando a esporre l’atleta alla richieste funzionali ad alta intensità del proprio sport prima di presentarsi a una partita ufficiale.
E dopo la guarigione e il ritorno all’attività sportiva?
Alla fine del percorso di recupero raccomando sempre all’atleta di ritornare in studio per eseguire valutazioni cadenzate con regolari visite in Laboratorio per monitorare performance e fatica. I primi due anni di ripresa dell’attività sono quelli più a rischio di recidiva, per questo motivo offro monitoraggio durante la stagione competitiva con lo scopo di continuare a guidare ed educare l’utente sulle strategie di prevenzione e preparazione da adottare per ridurre al minimo la possibilità di re-infortunio.
